Guido Avigdor Malvano

  • 20 Aprile 2015

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Guido Avigdor Malvano

Sono nato pubblicitario quando la pubblicità era di moda ed era appena finito il tempo in cui ce ne si vergognava. Non ho fatto in tempo ad appassionarmici che è tornata ad essere una professione di cui vergognarsi: pazienza.

In questo periodo, non breve, ho fatto in tempo a diventare direttore creativo di qualche agenzia, in particolare della Armando Testa e a vincere premi internazionali sufficienti a farmi credere che ero così bravo da dovere trovare la mia strada da solo.

Nel 2009, tutt’altro che da solo, in collaborazione con l’università di Torino a cui si sono aggiunti poi tanti altri atenei, ho dato vita ad Eggers 2.0 che è una strana “factory” dove ogni anno entrano talenti di tante diverse discipline e lavorano con noi per un anno.

Lavoriamo nella comunicazione creando progetti innovativi senza escluderne nessuno, ma includendo anche spazio per l’arte, per la ricerca , per la formazione continua.

Stiamo a Torino, ovviamente, città laboratorio.